Recessione gengivale

Recessione gengivale: cause e trattamento

La recessione gengivale è un problema comune che colpisce molti adulti e si manifesta con il ritiro delle gengive, esponendo così una maggiore superficie della radice del dente. Questo fenomeno può causare disagio e complicazioni se non trattato adeguatamente.

Nel nostro Studio Dentistico a Roma AXA eseguiamo un attento esame dello stato di salute orale del paziente e studiamo nel dettaglio quale opzione di trattamento sia più indicata per il caso specifico.

Cos'è la recessione gengivale?

La recessione gengivale è un processo in cui il margine gengivale si ritira e si allontana dalla corona del dente, esponendo parte della radice dentale. Ciò può portare a una maggiore sensibilità dentale, soprattutto quando si consumano cibi e bevande calde o fredde, e a un rischio maggiore di carie radicolari.

Recessione gengivale: i sintomi

I principali sintomi della retrazione gengivale includono:

  • Gengive che appaiono ritirate o allungate
  • Denti che sembrano più lunghi del normale
  • Sensibilità dentale al caldo, al freddo e al dolce
  • Radici dentali visibili
  • Infiammazione o sanguinamento delle gengive

Se noti uno o più di questi sintomi, ti consigliamo di recarti presso un centro specialistico e fare una visita accurata: solo in questo modo, infatti, è possibile verificare la condizione e agire per tempo.

Recessione gengivale: le cause

Le cause della recessione gengivale possono essere molteplici. Tra le più comuni troviamo:

  • Parodontite o piorrea: la forma più comune di malattia gengivale è la principale causa della recessione gengivale. L’infiammazione e la distruzione del tessuto gengivale possono portare al ritiro delle gengive.
  • Spazzolamento eccessivamente vigoroso: lavarsi i denti con troppa forza o con spazzolini dalle setole dure può danneggiare le gengive e causarne il ritiro.
  • Predisposizione genetica: alcuni individui sono geneticamente predisposti a una maggiore suscettibilità alle malattie gengivali e alla recessione gengivale.
  • Bruxismo: il serramento e lo sfregamento dei denti, soprattutto durante il sonno, possono causare un’eccessiva pressione sulle gengive e favorirne la recessione.
  • Fumo e tabacco: il consumo di tabacco e il fumo possono aumentare il rischio di malattie gengivali e, quindi, di recessione gengivale.

Cura della recessione gengivale

In caso di recessione gengivale, è importante agire tempestivamente per limitare i danni e prevenire ulteriori complicazioni. Se la retrazione non è eccessiva basta migliorare l’igiene orale, per prevenire la formazione eccessiva di placca e tartaro, usare sia il filo interdentale che lo scovolino. Inoltre, è bene sapere che i denti vanno spazzolati con delicatezza: utilizza uno spazzolino dalle setole morbide/medie, procedi dall’alto verso il basso senza fare troppa pressione sul dente ed evita i movimenti bruschi.

È possibile, poi, rinforzare le gengive con un collutorio antimicrobico senza alcool, utile nella prevenzione di infezioni e infiammazioni alle gengive. Infine, sarebbe meglio evitare di fumare: il fumo, infatti, è uno dei principali fattori di rischio per la recessione gengivale e altre malattie parodontali.

Nei casi in cui la retrazione gengivale sia più aggressiva è necessario capire qual è la causa e poi agire di conseguenza. Il trattamento della recessione gengivale in questi casi comprende:

  • Gestione del bruxismo. Per chi soffre di bruxismo, è possibile usare un bite notturno e cercare di ridurre lo stress.
  • Terapia parodontale non chirurgica (detta anche scaling e root planing). Si tratta di un intervento profondo per rimuovere placca e tartaro ematico. per prevenire l’accumulo di placca e tartaro e così l’eventuale recessione gengivale.
  • Innesto gengivale. Si tratta di una vera e propria ricostruzione delle gengive che si sono ritirate eccessivamente e che, quindi, devono essere protette.

Innesto gengivale: in cosa consiste la ricostruzione della gengiva

L’innesto gengivale è una procedura chirurgica – eseguita in anestesia locale – che viene utilizzata per ricostruire il tessuto gengivale perduto. L’obiettivo di tale procedura è di coprire le radici dei denti esposte, proteggere i denti da carie e parodontite, nonché migliorare l’estetica della bocca.

Ci sono diversi tipi di innesti gengivali, tra cui:

  1. Innesto di tessuto connettivo. Questo è il tipo di ricostruzione gengivale più comune. Viene prelevato un pezzo di tessuto connettivo dal palato del paziente che serve per ricoprire la zona scoperta della gengiva.
  2. Innesto di tessuto gengivale libero. Questa procedura prevede il prelievo di un pezzo di tessuto gengivale intero dal palato e il trasferimento nell’area di recessione. L’innesto di tessuto gengivale libero è spesso utilizzato nei casi in cui è necessario aumentare lo spessore delle gengive sottili oltre a coprire le radici dei denti.
  3. Innesto di tessuto donatore o materiale alloplastico: In alcuni casi, il chirurgo potrebbe utilizzare tessuto donatore (da un’altra persona, solitamente trattato e conservato in laboratorio) o materiale alloplastico (sintetico) invece di prelevare tessuto dal paziente.
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